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Perché si parla di te e di tutti noi operatori culturali, perché si parla dei problemi che affrontiamo nel nostro lavoro e delle sfide che ci poniamo come traguardo.
Perché è il momento di incontro e confronto tra una comunità professionale dispersa che per avere un futuro deve cominciare a intraprendere un cammino comune.
Perché è l'occasione in mettere in relazione bisogni, domande ed esigenze di artisti ed operatori culturali con amministratori, fondazioni nazionali ed internazionali, imprenditori e politici, cercando di incidere sull'agenda dei decision maker.
Perché è una sede di discussione collettiva, pubblica, non corporativa, non settoriale e senza reticenze, perché in Italia manca un luogo come questo, di discussione tra operatori di settori diversi che hanno però esigenze e obiettivi comuni.
Perché è un incontro in cui le cose importanti vengono finalmente dette in pubblico e non a pochi amici nella pausa caffè.
Perché ArtLab per alcuni giorni permette agli operatori locali ed italiani di dialogare con esperti colleghi, professionisti e organizzazioni nazionali ed internazionali.
"Partecipare ad ArtLab è come andare alle terme: ad un certo punto della tua vita hai bisogno di risanarti e fare insieme qualcosa che ti fa bene e qualcosa che ti fa piacere. ArtLab funziona. Non è una di quelle cose classiche, verticali con il papa, i cardinali e tutti i poveracci sotto che sono lì solo per incontrare le alte gerarchie. E' il contrario, a partire dalla scelta dei partecipanti, in un mix tra chi ricopre posti di potere e chi di potere non ne ha per niente ma fa cose interessanti"
Roberto Ricco, cultural manager
"Per incontrare professionalità, strutture e soggetti molto diversi che si ritrovano in maniera informale e non convenzionale, nel tentativo di rappresentare una complessità e una ricchezza il nostro territorio esprime."
Fabrizio Grifasi, Romaeuropa festival
"Perché dà la possibilità di avere un confronto con esperienze di altre regioni,per la necessità di fare rete e scambiare buone prassi anche oltre il proprio territorio."
Ilaria Oliva, cultural manager
"Per provare a costruire una nuova relazione, un patto, tra artisti operatori culturali, mondo della politica e società civile, per una nuova legittimazione della pratica artistica e del lavoro culturale"
Ugo Bacchella, Fondazione Fitzcarraldo
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