Matera. L'ultima tappa di ArtLab 18, la piattaforma di confronto sulle politiche culturali della Fondazione Fitzcarraldo, il 27 ottobre scorso ha portato nella città dei sassi una riflessione sul turismo sostenibile, sollecitata soprattutto dalla futura Capitale Europea della Cultura 2019. Un ragionamento necessario per Matera, che si appresta ad accogliere flussi consistenti di turisti nel prossimo anno, in linea con il Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017 – 2022 che identifica per l’Italia quattro linee strategiche di lavoro necessarie per avviare riflessioni e azioni in questo campo: valorizzazione del patrimonio, sviluppo di competitività e lavoro, collaborazione tra le istituzioni e i soggetti che si occupano di turismo, e sviluppo di un’offerta che risponda ai reali bisogni del visitatore.

La sessione di ArtLab ha messo insieme molteplici voci, coinvolgendo non solo i rappresentanti di Fondazione Matera 2019, ENIT, CISET - Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turistica, Touring Club Italiano e festival nazionali, ma anche soggetti che operano nell'arte contemporanea, come Arte Sella. Questa riflessione sulla sostenibilità paradossalmente è stata avviata pochi giorni prima della tremenda devastazione delle opere di Arte Sella, dovuta alla tempesta di vento e pioggia che si è abbattuta sulle Dolomiti spazzando via, oltre agli alberi, il duro lavoro portato avanti negli anni da questa interessante realtà. Un fatto tremendo che ci dovrebbe far riflettere - in via preferenziale - su cosa significhi sostenibilità ambientale e sulle conseguenze del riscaldamento globale. Ma non è questa la sede idonea.
Possiamo però cominciare ad affrontare la questione della sostenibilità del turismo senza dimenticare che non si tratta di un concetto astratto e futuribile ma di qualcosa di realizzabile concretamente a costo che le persone tutte - amministratori, turisti e abitanti dei luoghi - siano disposte a recepirne l'urgenza. Alcuni ci stanno provando, altri ci stanno riuscendo. Molti, però non hanno consapevolezza della centralità del tema e molto spesso sono proprio coloro che alimentano il fenomeno: i turisti.
 
Il turista è cittadino temporaneo 
Proprio la Capitale Europea della Cultura 2019 ha coniato per il turista una nuova definizione: quella di "cittadino temporaneo", non un semplice visitatore ma un partecipante attivo alla vita cittadina nei giorni in cui è ospite della città. Secondo questa accezione, Matera sarà «non solo luogo di visita ma di incontro e di dialogo, di confronto tra i cittadini che la abitano sempre e quelli che la scelgono come spazio temporaneo di elezione per parlare di società, inclusione, storia dell’arte e dell’architettura, ma anche di gioco e di cibo, confrontando usanze e stili di vita». Sarà quindi un turista "abitato dalla città" e dai valori delle comunità, all'interno delle quali la cultura ha il ruolo fondamentale di dare una nuova forma ai processi di sviluppo.
Anche le comunità che abitano la città possono essere protagoniste di questo processo: come proposto da Melissa Moralli, IT.A.CÀ Festival del Turismo Responsabile, che ha citato il libro di Marco d'Eramo Il selfie del mondo «turisti e cittadini non sono delle condizioni ma sono delle situazioni». Un gioco di parole non scontato che sottolinea la possibilità anche per i cittadini di diventare turisti nei luoghi che abitano, se disposti a viverli con uno sguardo nuovo, più consapevole e responsabile. La responsabilizzazione è quindi la chiave centrale affinché sia il turista sia il cittadino possano allo stesso tempo godere dei luoghi che attraversano, che sia sporadicamente o nella quotidianità. 
 
Queste visioni e proposte di responsabilità si impongono oggi più che mai a Matera proprio alla vigilia del 2019. I dati dei flussi rendono indispensabile un pensiero strategico sulla futura gestione del fenomeno turistico: come esposto da Valeria MinghettiChief Senior Researcher, CISET - Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turisticaogni anno i visitatori totali di Matera ammontano a 1 milione. Considerando che Matera ha 60 mila abitanti, si calcolano in media 17 visitatori per ogni residente. Tra questi, gli escursionisti (vale a dire i turisti che non pernottano in città) sono tra il 43%e il 50%. Nel 2019, in previsione del grande evento, si conta di raggiungere i 20 visitatori per ogni residente. Il problema della ricettività e della mancanza di posti letto fa sì che coloro che arrivano in città siano per lo più degli escursionisti. E questo va di certo a discapito della visione di turismo a cui aspira la Capitale Europea. Per avere un turista cittadino temporaneo è infatti necessario che il visitatore permanga in città oltre le tre ore classiche del turismo mordi e fuggi. Serve quindi gestire i flussi, anche per tacitare possibili conflitti che si intravedono nella relazione tra cittadini e visitatori. Conflitti non scontati che coinvolgono residenti e visitatori ma che non risparmiano neanche coloro che arrivano in città per la prima volta: ad esempio, la modalità di visita degli escursionisti confligge molto spesso con quella dei turisti pernottanti, i quali desiderano vivere la città per la sua autenticità e non amano le orde di persone che la invadono per poche ore. Luoghi come Matera necessitano perciò di un turismo che non sia di massa ma capace di attrarre le persone che desiderano davvero essere "cittadini temporanei".
Come sostenuto da Maria Elena Rossi, Direttore Marketing e Promozione, ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo nel futuro dovrà contare più la crescita a valore del turismo che non la crescita del volume dei turisti. Il nostro turismo nazionale, escludendo le destinazioni principali, è fatto di micro imprese e piccole mete che non possono esistere in termini di turismo di massa. La sostenibilità è certamente un asset fondamentale affinché il turista di qualità possa selezionare le mete da raggiungere: sono infatti numerosi i mercati che puntano sul turismo sostenibile e non sul mordi e fuggi, e molti i visitatori che valutano positivamente le mete più attente alla sostenibilità. Ma oltre all'offerta, è prioritario far crescere il valore dei turisti che arrivano su un territorio.
 
Educare il turista: anche la "scomodità" può essere un valore
Il tema della responsabilizzazione del turista e degli abitanti dei luoghi è sicuramente centrale. A Matera, come accennato, è intervenuto anche Emanuele Montibeller, di Arte Sella. Arte Sella, in Trentino, è il luogo dove da più di trent’anni la montagna incontra l’arte contemporanea. Citando il sito: «Arte e Natura si fondono in un dialogo continuo, in cui artisti provenienti da tutto il mondo sono invitati a incontrare la Val di Sella per realizzare opere che  traggono nutrimento dalla storia e dalla natura uniche del luogo». Nel corso del suo intervento Emanuele Montibeller si è concentrato sul rapporto tra cittadini, luoghi e stranieri/visitatori: «Quando abbiamo cominciato con Arte Sella siamo diventati a nostra volta stranieri nel nostro luogo di provenienza. Gli abitanti della valle non ci hanno più riconosciuto perché Arte Sella applicava dei codici non comuni in quei determinati luoghi: utilizzare la montagna non per la deforestazione, non dal punto di vista sciistico ma per l’arte contemporanea è stato uno shock». Il progetto negli anni è riuscito a sanare questa distanza attivandosi nell'ascolto dei territori: «In termini di progettazione culturale, a volte è meglio non avere una progettualità definita ma disporre di una apertura agli altri e all’ascolto infinito». Attraverso un processo di riappropriazione dello spazio pubblico, nel momento in cui si è assunta la coscienza dell'importanza del progetto per il territorio, anche gli abitanti hanno deciso di fruirne.  In un luogo dove natura, silenzio, arte e bellezza si incontrano, la questione della sostenibilità del turismo è fondamentale per mantenere gli equilibri molto fragili che rendono un luogo emozionalmente interessante. E proprio per preservare l'impatto emozionale del luogo, al pubblico si possono chiedere dei sacrifici e delle rinunce a quelle comodità a cui la vita quotidiana ci ha abituato. Ad esempio, nel parco non sono previsti i cestini dell’immondizia che altererebbero la percezione della natura, proprio perché un sistema di tipo urbano non è pensabile in un ambiente montano. Inoltre, è importante che anche gli abitanti possano diventare a loro volta parte del paesaggio e opere d'arte, mettendosi in relazione con chi arriva.
Si deduce che la sostenibilità non è un aspetto così semplice da perseguire per chi fa turismo. Come accennato dallo stesso Montibeller «Fare un turistificio è molto facile. Meno facile è fare turismo poco invasivo». Per questo nasce per chi si occupa di cultura e turismo l'esigenza di dare un tetto massimo e controllare i flussi che si possono accogliere, lavorando soprattutto sulla qualità dell'offerta. Arte Sella nei suoi trent'anni di attività ha cercato di lavorare proprio sulla qualità, sul paesaggio e sulla condivisione di valori culturali forti capaci di unire abitanti e "cittadini temporanei". Ci auguriamo che nei prossimi anni possa tornare a risplendere, ricostruendo quanto la natura ha portato via e continuando ad accogliere sui propri territori persone provenienti da tutto il mondo. Un aiuto possiamo già darlo anche noi che stiamo leggendo partecipando con un contributo alla raccolta fondi attivata proprio in questi giorni. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Arte Sella.

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