Archivi. Tra passato, presente e futuro

Cosa significa oggi lavorare sugli archivi? Quali sono le sfide da affrontare in termini di gestione di una mole di dati sempre crescente? Quali sono le potenzialità offerte dal digitale?
In che modo gli archivi possono diventare strumento di valorizzazione del patrimonio sia pubblico che privato?

Il 27 settembre ArtLab 19 ha dedicato una giornata di lavoro al tema degli archivi, all’interno del programma di Fatticult, ospitando casi di rilievo di valorizzazione, promozione, reinterpretazione e trasformazione digitale del patrimonio archivistico pubblico e di impresa: una riflessione condivisa sullo stato dell'arte e sul ruolo degli archivi nel mondo contemporaneo.

Tra i relatori rappresentanti del mondo dell’impresa, delle istituzioni pubbliche e private e delle società che hanno incentrato il proprio core business sulla creazione di sistemi innovativi e strategici di catalogazione e accesso di contenuti per la valorizzazione del patrimonio archivistico.

Ad aprire i lavori Paola Nobis, Assessore del Comune di Mantova: "conservare e comunicare il patrimonio archivistico significa puntare sulla nostra memoria storica", con lei i saluti di Matteo Rebecchi, presidente Consorzio Pantacon che ha dato vita al festival mantovano.

Un primo focus di Gianluigi Di Bello, area manager, di APRE - Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, sulle azioni a livello europeo in materia di cultura e su Horizon 2020, programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione. Il programma Horizon2020 comprende in un unico strumento finanziario i tre programmi precedenti che hanno come obiettivo il supporto di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico (scarica la presentazione) .

A moderare il primo panel su archivi e impresa Claudio Gamba, Dirigente Istituti e luoghi della cultura della  Regione Lombardia che da anni lavora alla gestione e valorizzazione degli archivi con sempre maggiore consapevolezza anche grazie al perfezionamento degli strumenti a disposizione.

Gaetano di Tondo, VP Institutional and External Relations Director di Olivetti s.p.a. ha parlato di " archivi aperti al futuro: il progresso nasce dalla condivisione, dal lavoro in rete con obiettivi e sfide condivisi. Dobbiamo essere in grado di comunicare attraverso i linguaggi e gli strumenti contemporanei, come le piattaforme di condivisione social. Gli archivi raccolgono da sempre testimonianze inestimabili.  Oggi, grazie agli strumenti digitali, stanno cominciando ad essere percepiti anche dal grande pubblico per ciò che sono: un patrimonio culturale unico e finalmente più accessibile”. L’Archivio Storico Olivetti raccoglie ad oggi più di 13 chilometri di documenti di cui il 51% già digitalizzato (scarica la presentazione).

Cosa è cambiato nella gestione degli archivi?

"Inizialmente gli archivi - volti alla conservazione del patrimonio nel senso classico - abbastanza rapidamente si sono spostati verso una maggiore condivisione anche se dal punto di vista dell’archivista. Il passaggio di destinazione verso un pubblico più ampio abilita società di servizi come Promemoria a investire in quella direzione. Creare valore attorno al patrimonio si traduce necessariamente nella crescita di un tessuto di imprese di servizi sempre più specialistici". Giacomo Golinelli, communications manager di Promemoria, unica realtà italiana specializzata nel recupero e reinterpretazione del patrimonio storico di grandi aziende, istituzioni e collezionisti.

A chiudere il panel, la testimonianza di Sergio Riolo direttore de Il Cartastorie , Museo dell'Archivio Storico del Banco di Napoli: circa 80 chilometri di carte, conservate in 330 stanze che coprono un lasso di tempo di quasi mezzo secolo, dal 1500 al 2000. La storia del Mezzogiorno d'Italia dal punto di vista dei traffici economici.

Il secondo panel ha dedicato un approfondimento agli archivi di istituzioni pubbliche e private. A moderare la discussione Annalisa Rossi, Direttore Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta:"Ripensare gli archivi come strumento di crescita culturale delle comunità. E' necessario garantire condizioni e opportunità di autodeterminazione per gli individui e la collettività. Si può fare da soli? No, c'è la necessità di attivare alleanze fortissime tra istituzioni, tessuto di imprese e collettività"(scarica la presentazione).

Maria Fratelli, Direttore della Unità Case Museo e Progetti Speciali del Comune di Milano, ha portato la testimonianza di CASVA al QT8 a Milano che ospita circa 8.500 faldoni di documenti,disegni tecnici su lucido, modelli di architettura, design e urbanistica, fotografie, prodotti e prototipi. Il fulcro della cultura del progetto della città di Milano. "L'archivio è pensato per diffondere una cultura del progetto alle comunità di appartenenza, non è un deposito inerte di carta" (scarica la presentazione).

“Ogni archivio ha una sua identità precisa, con proprie modalità di gestione, amministrazione e connessione di dati. E' necessario dotarsi di strumenti condivisi e integrati per garantirne la leggibilità. L'archivista non è un soggetto impolverato, bensì ha il ruolo di condurre alla scoperta del patrimonio archivistico”. Così Sam Habibi Minelli, responsabile progetti europei per i beni culturali, GruppoMeta Archivi, che lavora costantemente a progetti di innovazione e valorizzazione di patrimoni informativi, puntando all'innovazione di scenari e processi  transmediali (scarica la presentazione).

"Abbiamo creato un aggregatore di banche dati in un unico ambiente con tutte le difficoltà di omologare migliaia di schede di decenni molto distanti tra loro e con modalità di catalogazione diversissime. Un racconto integrato del patrimonio del ‘900 che può essere fruito liberamente per scopi molteplici. Il progetto offre enorme possibilità di relazione che stiamo continuando a mettere a sistema".Valeria Mosca, Sviluppo strategico 9CENTRO Polo del '900, Torino (scarica la presentazione).

Un giornata importante che ha gettato i semi per progetti di interesse comune tra le realtà presenti. L’obiettivo è quello di tradurre gli stimoli emersi in percorsi di ricerca condivisi che pongano al centro il concetto di archivio come luogo straordinario di conoscenza e strumento di crescita per comunità più consapevoli e coese.

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