La sfida della sostenibilità del digitale: ipotesi di futuro

Dopo la sovrabbondanza dei contenuti online e degli streaming durante i tre mesi di lockdown, è necessario chiedersi come riuscire a mantenere la qualità del prodotto culturale nel digitale e il tema della curatela. L’offerta online non dev’essere vista come la semplice trasposizione sulle piattaforme digitali, ma deve costruirsi come una seria di attività pensate specificamente per il web. 

Il passaggio al modello ibrido online/offline, fa emergere una concatenazione di altri interrogativi: quali sono i modelli di sostenibilità per i servizi digitali? Come possono dunque le organizzazioni sostenerne la spesa? Quali sono le tecnologie a disposizione (grandi piattaforme, proprietarie o condivise) che possono permettere al comparto culturale di essere visibile e presente online? 

Ed ancora, questo cambiamento sistemico inficia anche nel rapporto con l’intera filiera culturale, ponendo dubbi sul ruolo e la retribuzione degli artisti e la tutela del diritto d’autore.
Per cercare di rispondere a queste domande, sono stati coinvolti in un dialogo orizzontale cinque esponenti italiani del settore digitale Eleonora Lorenzin, Dino Lupelli, Davide Livermore, Giovanni Verreschi, Andrea Occhipinti; attraverso le loro esperienze professionali hanno fatto emergere limiti e potenzialità di questi nuovi approcci. Per leggere le loro opinioni è possibile visualizzare nella pagina dedicata il report conclusivo del panel di ArtLab20 Matera “Il momento del Cult-Tech. La sfida della sostenibilità per i servizi digitali di contenuti culturali” nella pagina dedicata.

Per accedere ai contenuti, iscriviti alla community

 

X